mercoledì 21 giugno 2023

A Nightingale Sang In Berkeley Square, interpretata dai Manhattan Transfer.

Vi propongo una bella canzone, un classico americano, che è stata interpretata anche da uno dei miei gruppi preferiti, i Manhattan Transfer. Qui sotto le parole, poi c'è anche il video.

È una canzone romantica, di questo tipo pochissime me ne piacciono. Questa mi ricorda tante belle cose e l'idea dell'amore pulito, e quelli che mia moglie chiamava "i buoni sentimenti" (era un'espressione che riservava a quei film americani per famiglie degli anni Cinquanta e Sessanta, per intenderci, piacevoli ed allegri).

Così.

Spero vi piaccia.

__________________

That certain night, the night we metThere was magic abroad in the airThere were angels dining at the RitzAnd a nightingale sang in Berkeley Square

I may be right, I may be wrongBut I'm perfectly willing to swearThat when you turned and smiled at meA nightingale sang in Berkeley Square
The moon that lingered over London townPoor puzzled moon, he wore a frownHow could he know we two were so in loveThe whole darned world seemed upside down
The streets of town were paved with starsIt was such a romantic affairAnd as we kissed and said good nightA nightingale sang in Berkley Square


giovedì 15 giugno 2023

Un nuovo podcast di Radio Notting Hill, L’impresa degli Azzurri del 1982!

L'impresa dell'82: gli azzurri sul tetto del mondo di Radio Notting Hill su #SoundCloud
 


In vista della partita che ci aspetta stasera, iniziamo a sostenere la nostra nazionale andando a vedere quella che fu una delle sue più grandi imprese: Spagna 1982.

Questa non è solo una storia sportiva… c'è molto di più dietro e sarà questo il centro del nostro podcast: cosa ha spinto i nostri connazionali a portare a termine questa impresa? 

Scopriamolo insieme… buon ascolto!

sabato 3 giugno 2023

Frammenti della mia filosofia - 38 | Paolo Grossi e la pluralità degli ordinamenti giuridici, diritto svincolato dallo Stato, collegato alla società.



Santi Romano (…) è il percettore lucido di quella complessità: nel 1909 la denuncia, parlando in una solenne occasione pubblica di 'crisi dello Stato moderno' per il suo articolarsi e anche frazionarsi a causa di coagulazioni sociali sempre più riottose, e nel 1917/18 addirittura le teorizza sostenendo la pluralità degli ordinamenti giuridici, lo svincolamento del diritto dallo Stato, il suo collegamento con la globalità del sociale.


Paolo Grossi, Prima lezione di diritto.


venerdì 2 giugno 2023

Radio Notting Hill presenta Cinque più cinque di Giovannino Guareschi!

🔔🔊 Buon giorno, amici! Ecco il nuovo podcast sulle storie di Don Camillo e Peppone! Il racconto è un omaggio all'appena trascorso mese di Maggio, mese della Madonna!
Lo hanno fatto i miei giovani amici di Radio Notting Hill! 🔔🔊

https://soundcloud.com/giovani-raccontano/cinque-piu-cinque-don-camillo-e-peppone

lunedì 22 maggio 2023

Frammenti della mia filosofia - 37 | Libertà di restaurare (in realtà è una riproposizione di un post di anni fa).

Questa è la prima libertà che rivendico: la libertà di restaurare. Reclamo il diritto a proporre come soluzione il vecchio sistema patriarcale di un clan delle Highlands scozzesi, se ciò servisse a eliminare il maggior numero di problemi. Di certo eliminerebbe alcuni mali, come l’innaturale obbedienza a estranei freddi e duri, semplici burocrati e poliziotti.


Gilbert Keith Chesterton, Cosa c'è di sbagliato nel mondo

Sir Lachlan Maclean of Duart and Morvern (2nd L), Chief of the Clan Maclean and Chieftain of Tobermory highland games, at the start of the Chieftain's Parade before the games, on July 21, 2022, in Tobermory, Scotland.

domenica 21 maggio 2023

Squinternato.

 Forse è il vocabolo che più e meglio mi definisce.

sabato 20 maggio 2023

Quattro aprilante piove quarante...

Allora, quest'anno il 4 di aprile era un giorno normale. Memore del detto popolare stonatissimo con cui intitolo questo post, chiedo a mia figlia: ma hai fatto caso se oggi è piovuto? Perché io onestamente per tutta la giornata non ci avevo fatto caso. Lei mi fa: babbo, veramente un po' d'acqua oggi l'ha fatta mentre ero a scuola...

A casa mi danno del menagramo quando rinnovello questo detto che (Mario Tozzi, quel signor premio Nobel che adesso mi sfugge e che dice che è colpa dell'anidride carbonica, e tutti quelli che piangono su Repubblica, Corriere, Huffington Post, eccetera permettendo -- perché non è permesso dire quello che sto per dire) ci dice che quando piove il quattro di aprile poi piove per quaranta giorni, e non c'entra niente, perché questo detto è ben più antico delle paranoie climatiche.

Personalmente ne ho memoria da quando avevo quindici anni: quell'anno piovve sempre, tra aprile e maggio, ed ebbi modo di accorgermi che c'era una seconda parte del detto che ora non so come suoni (o stoni) esattamente, ma che dice in pratica che se piove il quarantesimo giorno (cioè il 14 Maggio) poi piove per altri quaranta giorni, o roba del genere. Non vi interesserà ma fu quello l'anno in cui decisi che non avrei mai più preso l'ombrello per ripararmi dalla pioggia. Perché? Pigrizia, godimento nel farsi cadere la pioggia addosso, cose varie. Ho scoperto che pure Chesterton ne godeva, ma l'ho scoperto solo pochi anni fa, quindi non è emulazione.

E così è andata e andrà anche quest'anno.

Ho ricordi anche di qualche anno fa, quando la predetta figlia fece la Cresima a fine maggio e andammo in giro con il cappotto (cappotto, signori, cappotto -- se non ve lo ricordate non è un problema climatico, è un problema di memoria, cioè vostro, non del pianeta Terra ma del pianeta Testa). Ricordo che con noi c'era un giornalista inglese della BBC che era venuto a raccontare cosa facesse questa specie di villaggio di hobbit, tipi loschi, bestie rare, e che non si capacitava che l'Italia potesse essere più umida della perfida Albione (dai, mo' fatemi dire così, lo sapete che non lo penso, io amo Chesterton che era inglese). Ricordo anche di altri anni: una volta invitammo alla festa del beato Pier Giorgio Frassati Lino Zani, personaggio di montagna e televisivo che venne a raccontarci della sua amicizia con Giovanni Paolo II, che nell'ultima decade di giugno di quell'anno, anche lui piuttosto stupito, dovette mettersi il maglione...

Nel 1992 il Tronto e la pioggia fecero un castigo divino, ma la colpa non era del cambiamento climatico, c'è una sentenza che lo dice. Chissà: se qualcuno onesto e libero si mettesse ad indagare che cosa ne uscirebbe? Taccio.

Va bene, sono ricordi di un rimbambito che non può misurarsi né con star televisive, né con giornalisti, né con premi Nobel, ma sta di fatto che è così e il cambiamento climatico non c'entra un tubo, anche perché non c'è cambiamento climatico. Per cui lasciatemi dire che non credo a una parola di quello che questi qui dicono. Quattro aprilante e basta. Facciamola finita, gli amministratori cerchino di fare il loro dovere, noi popolo cerchiamo di tornare ad un rapporto non utilitarista con la terra ma a guardarla, usarla compatibilmente con quello che la terra può dare e fare naturalmente, a non cementificare. Il problema è solo quello, cioè non abbiamo più un rapporto normale con ciò che il Padre Eterno ci ha donato, sia a proposito di clima che di tutto.

E come disse il mio amico Nello (http://nellonostro.blogspot.com): mmaledetta plashtëchë!

Alluvione in Emilia-Romagna, perché è successo proprio lì: le zone ...