lunedì 21 gennaio 2008

Il Papa e la Sapienza - un giudizio


Mi dispiace per tutto quello che è successo al Papa in questi giorni. Ho pensato: chissà quanti mal di pancia, povero Papa nostro, Lui che è un uomo buono e mite (persone mie amiche che lo conoscono molto bene me lo hanno tutte descritto così, e comunque si vede! Ha lo sguardo innocente anche a ottant'anni e che Dio ce lo conservi per lunghi anni ancora).

Non è stato facile sapersi comportare, ed è stato grandissimo.
Personalmente credo che questo polverone, partito in sordina mesi fa, sia stato causato proprio dalla stampa ostile al Papa e ai cattolici, prima ancora che dai sessantasette professori e dal manipolo sparuto di studenti anticattolici (laici, laicisti, atei... chiamateli come vi pare: ce l'hanno col Papa, con la Chiesa Cattolica e con noi, punto e basta, poi ci sarebbe altro da dire, ma la sostanza è questa).

Quella petizione, o documento, contro il Papa era finita quasi nel dimenticatoio, da quello che ho capito. Poi qualcheduno ha pensato bene di riesumarla.
Oggi è patetico che di fronte al macello successo tutti dicono di essere solidali col Papa, salvo quei sessantasette, gli studenti settari, Marco Pannella, Eugenio Scalfari, il Sindaco di San Benedetto del Tronto che è la mia città (questo mi fa capire molte cose) e pochi altri, quando Repubblica e Corriere hanno tirato su un tale brodetto (alla sambenedettese, mi verrebbe da dire...) che oggi fare finta di niente è davvero paradossale.

Sembra che sia stato qualcun altro. Che buffo! Quando si sono accorti di essere stati assurdi, è stato come coi bambini con le manine sporche di marmellata che dicono: è stato lui, a quello vicino.

Poi tutte le finte polemiche sui politici in piazza San Pietro: Dio sa cosa avevano in mente nel farlo, e pensare che il gesto non fosse opportuno perché qualcuno poteva strumentalizzarlo è una considerazione da "anime belle" che non serve a niente e che ha come risposta il motto della Società Chestertoniana Italiana: se una cosa vale la pena di farla, vale la pena di farla male (con la considerazione ulteriore che questa invece è stata fatta pure bene, quindi...).

Quei duecentomila (la faccenda è stata organizzata in tre giorni praticamente col tam tam, datecene altri tre e saremo il doppio e pure di più, giusto per capirci) stanno a testimoniare che ci siamo e che comunque dovranno fare i conti anche con noi, che non staremo a guardare il diavolo, la ragione finta, l'ideologia impadronirsi dell'Italia e delle capocce degli italiani, che ci saranno altri diecimila occasioni come questa, come il referendum sulla legge 40, come il Family Day e come miliardi di altre ancora, più spicce e più personali, in cui diremo che siamo cattolici e che per noi esserlo conta.

Viva il Papa, nunc et semper!

Marco Sermarini

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