mercoledì 3 agosto 2022
Basta con la campagna di promozione del suicidio!
sabato 23 luglio 2022
Frammenti della mia filosofia - 18 - Francesco De Gregori - Il bufalo può scartare di lato e cadere...
"Tra bufalo e locomotiva / la differenza salta agli occhi: / la locomotiva ha la strada segnata, / il bufalo può scartare di lato e cadere".
Francesco De Gregori, Bufalo Bill.
Frammenti della mia filosofia - 17 - Gilbert Keith Chesterton, È tutto oro quello che luccica.
«È tutto oro quel che luccica, specialmente adesso che il nostro è uno Stato Sovrano. A che serve uno Stato Sovrano se non può coniare le proprie sterline d’oro? Possiamo fare di ogni cosa un metallo prezioso, come fecero gli uomini all’alba del mondo. Scelsero l’oro non perché fosse raro; i vostri scienziati possono citarvi venti tipi diversi di fango ben più rari. Scelsero l’oro perché brillava, perché era difficile da trovare, ma una volta trovato era bello. Non si può combattere con spade d’oro, né si possono mangiare biscotti d’oro; l’oro si può solo ammirare, e potete ammirarlo anche qui fuori».
Gilbert Keith Chesterton, Uomovivo
domenica 3 luglio 2022
venerdì 8 aprile 2022
Frammenti della mia filosofia - 12 - Dalla parte di nessuno.
«Parte? Dalla parte di nessuno, perché nessuno è dalla mia parte, piccolo orco».
Barbalbero risponde a Merry e Pipino, in John Ronald Reuel Tolkien, Il Signore degli Anelli.
***
Qual era dunque “il Partito della Contea” per il quale il brillante scrittore inglese militava? Era un conservatore, un’ecologista, o forse addirittura un precursore del sovranismo? (...) vorrei dire la mia, chiamando in causa lo stesso Tolkien. La citazione è naturalmente tratta da Il Signore degli Anelli e proviene da un personaggio tanto fondamentale quanto sottovalutato da molti lettori e spettatori dei film tratti dal romanzo: Barbalbero. Egli è un Ent, un pastore di alberi, una creatura antichissima della Terra di Mezzo la cui grande saggezza deriva dall’essere stato testimone di molti eventi e conflitti.
Nel corso di una vivace conversazione con i due Hobbit Merry e Pipino, che cercano di convincerlo a scendere in campo nella Guerra dell’Anello, Barbalbero si sente rivolgere una domanda cruciale: ma tu da che parte stai? Ovvero con chi ti schieri, qual è il tuo partito. La risposta di Barbalbero è pronta: «Parte? Dalla parte di nessuno, perché nessuno è dalla mia parte, piccolo orco».
Questa reazione, venata da una nota di triste amarezza, non impedirà comunque all’Ent di dare il proprio decisivo apporto nella battaglia contro Saruman, contro il disegno dell’Oscuro Signore di imporre al mondo il suo potere. Tuttavia l’espressione di Barbalbero è molto significativa, e forse potrebbe essere utilizzata come chiave interpretativa per comprendere Tolkien e la sua visione del mondo.
Perché preoccuparsi da quale parte stare, quando nessuno – o quasi – si preoccupa di dove sto io, ovvero di ciò che mi sta a cuore, in cui credo, per cui lotto e soffro? Chi stava dalla parte di questo ragazzo cresciuto nella periferia di Birmingham, che aveva perso da bambino il padre, la cui madre si convertì al cattolicesimo sull’esempio del grande John Henry Newman, e che portò con sé i figli nella via gloriosa e dolorosa della Chiesa in Inghilterra, una via di martirio, di persecuzione, di discriminazione?
La visione del mondo di Tolkien è l’esito di questo percorso, di questa identità di cattolico inglese. Non poteva quindi avere idee nazionaliste, o tantomeno imperialiste. Amava la “Merry England” medievale, non certo l’Impero Britannico.
(...)
Combatté nella Prima guerra mondiale vedendo e descrivendo la crudeltà e l’ottusità dei suoi comandanti.
Negli anni Trenta assisté all’ascesa dei totalitarismi, e fu critico durissimo e ironico delle pretese razziali del nazismo. Suo figlio maggiore che studiava per il sacerdozio a Roma dovette fuggire nel 1940 dai fascisti che lo volevano far prigioniero. Conobbe i bombardamenti della guerra, ma si rese perfettamente conto (...) che i vincitori Alleati non erano delle sedicenti “forze del bene” e che altri mali sarebbero arrivati.
Paolo Gulisano, prefazione a Luca Fumagalli, La società della Contea - Appunti sulla filosofia politica di J. R. R. Tolkien
giovedì 18 novembre 2021
domenica 31 gennaio 2021
San Paolo parlò chiaro.
mercoledì 30 dicembre 2020
...Ecco, ho trovato, una penna a sfera 🖊!!!
mercoledì 10 giugno 2020
Contromano!
Il Comune chiama scienziati della viabilità per capire quale sia il miglior senso di marcia delle strade della nostra industriosa cittadina, ma le nostre atlete del contromano se ne fregano: va’ dove ti porta la busta della spesa!
In fondo a chi fanno del male? Qualche parolaccia gli automobilisti la dicono, ma andando piano e non eternamente schizzati le possono risparmiare. Che fanno loro, in fondo? Accorciano, tagliano, vanno in giù dritte senza tanti problemi, scelgono la via migliore anche se perigliosa.
Un po’ è una metafora della vita, però.
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| Ragazzi, dopo tanto tempo ci ho rifatto... |
Oggi più che mai la strada te la preparano sin da piccolo, e la vera libertà è un frutto difficilissimo da coltivare. Ho scritto sempre su queste colonne più e più volte (Il non essere conformisti e Siamo tutti di Notting Hill, tanto per fare due esempi) del nostro crescere e vivere secondo degli standard già scritti e stabiliti di cui non ci rendiamo quasi mai conto; quando ce ne rendiamo conto per paura tendiamo ad accettarli credendo che si tratti dell’unico modo di vivere possibile. Questo è un grave handicap perché ci si autolimita all’interno di un percorso prestabilito da altri: non dalla nostra tradizione (che è un modo serio di seguire qualcun altro) ma semplicemente da qualcun altro che possiede forza persuasiva (pressing, pubblicità, giornaloni, case editrici, televisioni, pseudopensatori a disposizione) e ti vuole convincere che di famiglia non esiste solo quella normale (sì, normale: babbo maschio e mamma femmina sposati tra loro e figli al seguito) ma anche quella “arcobaleno”, che la scuola buona è solo quella pubblica o quella “d’elite”, che i soldi si mettono e si prendono solo in banca, che lavorare significa solo essere dipendenti di qualcuno e impiegati, che la campagna è superata, che...
Andare contromano allora significa fare percorsi che non tutti fanno e che spesso cozzano con quelli degli altri anche se sono percorsi buoni, solo che non sembrano tali perché tutti fanno altro. Anche di questo ho parlato (I costruttori del mondo buono, L’aiuto reciproco, solo per esemplificare), mai abbastanza.
Gilbert Keith Chesterton non fu da meno: scrittore popolarissimo prima e dopo la sua conversione, poteva “fare l’intellettuale” e gli sarebbe riuscito benissimo, ma scelse di andare fino in fondo alla strada che Nostro Signore gli aveva messo davanti e che lui aveva riconosciuto, scelto e allegramente percorso portandosi dietro - grazie ai suoi scritti - migliaia di persone (quanti gli debbono, ancora oggi a quasi ottant’anni dalla morte, la conversione?). Addirittura passò gli ultimi dodici anni della sua vita a realizzare il distributismo, cioè il cattolicesimo nella società. Andava in giro praticamente tutte le sere per sale, pub, osterie, circoli a spiegare che il cattolicesimo conformava la vita di tutti i giorni anche nel lavoro, nella famiglia e non solo come “ispirazione morale” ma proprio facendo le cose. Poteva fare l’intellettuale e non lo fece.





