Ieri si sono allineati diversi pianeti in serie C girone B.
Molto satisfattivo. Dico solo questo.
Forza Samb!
E tanti saluti a tutti!
Molto satisfattivo. Dico solo questo.
Forza Samb!
E tanti saluti a tutti!
| Uno dei capolavori del genere nonsense opera di colui che potrebbe esserne considerato il caposcuola, Edward Lear. |
Una chiave di lettura del tema, che è sempre il recupero delle cose ordinarie rendendole strane, è in questa frase:
ma perché un giornalista vecchio e noioso, che ora si è ridotto a parlare alla radio, perché quest'uomo attempato continua ad amare Andersen, anche dopo aver letto questo libro? Rispondo: perché la cosa più amabile del mondo è l'umiltà.
L'umiltà è una delle chiavi per cui l'uomo vede il mondo e la realtà come sono veramente, e il suo vero rapporto con il mondo stesso.
Uno dei mezzi per ottenere il risultato di
vedere il nostro intero sistema di vita ordinato come un cumulo di rivoluzioni stratificate (L'Imputato)è l'uso dell'immaginazione per
rendere strane le cose stabili (...), rendere i fatti meraviglie (L'Imputato).Quindi per lo scopo di vedere vive e non scontate le circostanze quotidiane c'è appunto l'umiltà e c'è pure il Mooreeffoc, nominato molte volte negli ultimi tempi qui sul blog perché citato in Charles Dickens. A Critical Study, cioè la fantasia e l'immaginazione applicate alla realtà da parte del Nostro Gilbert, la bizzarria delle cose divenute scontate e che tali non devono rimanere. Dunque anche il nonsense ha una funzione morale ed educativa.
Naturalmente, le fiabe non sono il solo mezzo di riscoperta, la sola profilassi contro la perdita. Basta l'umiltà. E (soprattutto per chi è umile) c'è il Mooreeffoc, ovvero la Fantasia chestertoniana. Mooreeffoc è una parola immaginaria, ma la si può trovare scritta per esteso in ogni città di questo paese. È l'insegna di un coffee room, un caffè, vista dall'interno attraverso una porta a vetri, come fu vista da Dickens in una scura giornata londinese; e venne utilizzata da Chesterton per indicare la bizzarria delle cose divenute ovvie, quando sono osservate improvvisamente da una nuova prospettiva. La maggior parte delle persone concederà che questo genere di "fantasia" è abbastanza sana, e non può mai essere a corto di materiale (J.R.R. Tolkien, Il Medioevo e il fantastico, Bompiani, Milano-Firenze 2022].
Associazione gratuita e non sensata di idee ma non per questo priva di significato.
Sono andato qualche mese fa a passeggiare con un caro amico, abbiamo affrontato il Monte Vettore da un'altra prospettiva che non fosse quella di arrivare in vetta, o meglio sulla cima più alta del gruppo del Monte Vettore, ed infatti abbiamo raggiunto la Punta di Prato Pulito e poi la Cima del Lago, da dove si vede - come suggerisce il nome - il Lago di Pilato. Vi confesso che è una bellissima passeggiata e mi sono affezionato a quel luogo, ho fatto anche amicizia con le stelle alpine, se volete mi sono fissato.
Mentre vado in Ascoli Piceno per lavoro, giorni fa, guardo in lontananza il gruppo del Vettore ben innevato, e ad un certo punto vedo chiara la Punta di Prato Pulito. Lì mi è scattata l'associazione di idee:
Prato Pulito, minestra pulita.
Mi sono ricordato di giorni d'infanzia e di lotte... alimentari.
Tanti anni fa il nostro primo figlio era un bambinetto piccolino, ed era costretto a mangiare una minestra composta di brodo di carne (lo preparava mia mamma come si faceva una volta), un omogeneizzato e non so cos'altro. La mistura non gli era particolarmente gradita, per cui quando un po' più grandicello (sempre piccolino!) scoprì che il brodo da cui partiva il miscuglio in realtà non era torbido come ciò che era costretto a mangiare, ed era decisamente più gustoso, iniziò a dire che lui voleva "la minestra pulita". Chiamalo fesso, dicevo.
Ma tutto questo che c'entra? Montagna, Prato Pulito, prati puliti, minestre pulite?
C'entra, c'entrano.
Prato Pulito, minestra pulita, tutto pulito, tutto gradito. Infanzia, gratitudine, innocenza, piccola fatica, grande fatica, sempre è fatica, tutto è un po' fatica, sudore, bello, tutto bello, tutto pulito, tutto gradito, tutto è un Prato Pulito.
Indubbiamente c'è del nonsense ma ci vuole, ci vuole, non credo se ne possa fare a meno, la vita non è ragioneria, non è mai partita doppia anche se inspiegabilmente riporta sempre, se amiamo la realtà. Per cui ogni tanto vale la pena di associare cose apparentemente estranee che tali non sono. La vita è un bellissimo puzzle che non ci siamo scelti e per questo puzzle iniziamo a combattere da piccoli prima ancora di essere arruolati, disse Chesterton.
Purtroppo non ho foto innevate del luogo, e vi dirò che arrivare lassù di questi tempi non sarebbe proprio una passeggiata semplice, per cui vi ripropongo quelle estive scattate lo scorso settembre 2025.
Tutto pulito, grazie.
| Vista ovest dalla Punta di Prato Pulito (le Piane di Castelluccio coperte dalle nuvole) |
Lo scrissi due anni fa, non c’è motivo che non lo faccia anche quest’anno. Tutto è vero e tale sempre rimarrà.
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Oggi, Giornata del Ricordo, il mio pensiero va a mio suocero Arcangelo e alla sua famiglia che fuggirono dall'Istria, e a tutti quelli che sono costretti dalle ideologie mortifere a fuggire dalla loro patria. Ne sono talmente tanti che se facessi un elenco farei di sicuro torto a qualcuno.
Per quanto mi riguarda, penso che se i cosiddetti partigiani comunisti jugoslavi e i loro compari italiani avessero fatto "meglio" il loro lavoro, la mia vita sarebbe stata molto molto diversa, ovviamente in peggio. Qualcuno dirà: ma che ne sai? Io rispondo: invece lo so. Nostro Signore mi ha fatto molti grandi doni, tra cui la mia cara moglie ed i miei cari figli.
Per cui oggi ringrazio Iddio, prego per le vittime e prego anche per i loro carnefici, prego e lavoro perché ovunque si possa instaurare il Regno di Nostro Signore Gesù Cristo, la qual cosa risolverebbe tutti i conflitti.
Una volta lo dissi ai miei amici in Terrasanta, basterebbe svegliarci cinque minuti prima degli altri... ma questa è un'altra storia, molto lunga da raccontare.
https://marcosermarini.blogspot.com/2024/02/giornata-del-ricordo-2024-qualche.html?m=1
Il blog di Marco Sermarini, uomo vivo.
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