lunedì 11 maggio 2026

Dizionario della mia lingua, il sambenedettese - 14 - Chiaranzane.

Chiaranzàne, piccola parte di chiaro in un cielo tutto plumbeo, piovoso.

Da Francesco Palestini, Il dialetto sambenedettese, Edizioni del Circolo dei Sambenedettesi.

Non è propriamente una chiaranzanë 
ma ci andiamo vicini. Foto mia scattata
sul lungomare di Grottammare pochi anni fa


Mia madre, che tanto amava osservare i colori e le loro sfumature, soprattutto quelli del cielo e del mare, mi invitava spesso a guardare "la chiaranzànë", quando si vedeva nel cielo della nostra città ("guarda, mammë, la chiaranzànë... 'uarda che culòrë..."). Tutto ciò che poteva creare stupore e interesse visivo era occasione di osservazione e conversazione, con mia madre. Debbo aver ripreso da lei il piacere di osservare il cielo, le nuvole, il mare, l'orizzonte.

Dizionario della mia lingua, il sambenedettese - 13 - Carrìre.

Carrîre, corsa (solo di recente si è detto còrse), quasi lo spagnolo carrera: chissà se debba riferirsi a qualche vetusta parentela in comune con gli antichi abitatori della penisola iberica invece che ad una derivazione diretta.

(da Francesco Palestini, Il dialetto sambenedettese, Edizioni del Circolo dei Sambenedettesi).

Mia madre diceva spesso, quando era molto stanca: "Më vajë a dërmé, più ddë còrsë chë dë carrirë" (vado a dormire, più di corsa che di carriera).



sabato 2 maggio 2026

Dizionario della mia lingua, il sambenedettese - 12 - Prësórë.


«Prësórë
(dal punto di vista fonetico a mio avviso va scritto così, spesso scritto "presore" o "presóre", ndr) - fango, sterco. I nostri pescatori usano il termine anche per indicare un qualsiasi ostacolo sottomarino su cui incappano con le reti, riportando gravi danni alle reti stesse ed al pescato».

Ricordo che i lemmi di questo dizionario sono tratti quasi sempre da "Il dialetto sambenedettese" di Francesco Palestini, Edizione Circolo dei Sambenedettesi. Poi aggiungo, quando possibile come in questo caso, la mia personale esperienza della parola in esame.

Sottoscrivo quanto detto da Francesco Palestini, e aggiungo.

Mia madre diceva di aver preso una presura (italianizzo...) quando per esempio incontrava una persona particolarmente chiacchierona e querula che la faceva tornare tardi a casa tenendola in chiacchiere.

Ricordo un episodio della mia gioventù per significare meglio il termine. Una volta un peschereccio rimasto ignoto prese una "prësórë" con la rete, cioè un ordigno bellico della seconda guerra mondiale, la tirò in secco e l'abbandonò sulla banchina del porto. Le autorità, una volta scoperta la "prësórë" a seguito di avviso anonimo, la fecero brillare con le dovute precauzioni in mare, non senza aver preventivamente evacuato un'ampia zona della nostra cittadina, tra cui casa mia. Andammo a vedere assieme a migliaia di altre persone il brillamento della "prësórë" in mare dalle colline circostanti. Che effetto!


venerdì 1 maggio 2026

Radio Notting Hill - Le pesciarole: le colonne portanti della società marinara sambenedettese di Radio Notting Hill!

Ascolta questa traccia su SoundCloud: 

Le pesciarole: le colonne portanti della società marinara sambenedettese di Radio Notting Hill!  

https://on.soundcloud.com/Kv70s7GD4WoJ1ruG3U



Frammenti della mia filosofia - 85 - Paolo Grossi | Il referente del diritto è la società, non lo stato.



Il diritto non è necessariamente collegato ad una entità socialmente e politicamente autorevole, non ha per referente necessario quel formidabile apparato di potere che è lo Stato moderno, anche se la realtà storica che ci ha fino ad oggi circondato ostenta il monopolio del diritto operato dagli Stati. Il referente necessario del diritto è soltanto la società, la società come realtà complessa, articolatissima, con la possibilità che ciascuna delle sue articolazioni produca diritto.

Paolo Grossi, Prima lezione di diritto.



mercoledì 29 aprile 2026

Sette Cerri.

 

Sette Cerri, Marco Sermarini ©.



"Scorzone di cerro!" mi apostrofò un amico tanti anni fa. 

Il cerro è una bella pianta, una sottospecie di quercia, infatti il suo nome scientifico è Quercus Cerris.

Dicono che la corteccia, la scorza del cerro sia particolarmente dura. A me non sembra di essere così duro, ma il paragone con questa bella piantona mi piacque. Mi piacciono anche le sue simpatiche ghiande capellute. Per legittima estensione l'ho applicato alla mia famiglia, quella che ho fondato assieme a mia moglie e i miei figli. 

Non siamo e mai siamo stati troppo teneri, ingombranti sempre. Sette eravamo e siamo (credo la Comunione dei Santi), e allora ho pensato che ben si attagliasse alle nostre personalità l'immagine dei sette cerri. Sette Cerri è anche il nome poetico e bucolico di un ridente paesino sui Monti della Laga.

Uno dei miei desideri è proprio quello di andarci con tutta la famiglia e farne la nostra ideale repubblica. Il buffo è che non ci sono mai andato, ma prima o poi la raggiungerò con il mio cavallo rosso.



lunedì 27 aprile 2026

Allineatisi i pianeti...


Ieri si sono allineati diversi pianeti in serie C girone B. 

Molto satisfattivo. Dico solo questo.

Forza Samb!

E tanti saluti a tutti!