mercoledì 23 settembre 2026
Frammenti della mia filosofia - 90 - Il principale problema dei filosofi (G. K. Chesterton).
domenica 2 marzo 2025
Frammenti della mia filosofia - 71 - Chesterton, infanzia, una sorta di luce bianca su tutto.
Devo cercare di spiegare in qualche modo che cosa intendo dire quando dico che la mia infanzia è stata di tipo, o qualità, del tutto diversa dal resto della mia esistenza, immeritatamente piacevole e gioiosa.
Di questa qualità positiva l'attributo più generale era la chiarezza. È qui che differisco, per esempio, da Stevenson, che pure ammiro vivamente, e che parla del bambino come se si muovesse con la testa tra le nuvole. Egli parla del bambino come se fosse normalmente in un sogno ad occhi aperti, in cui non riesce a distinguere la fantasia dai fatti. Ora, bambini e adulti sono entrambi fantasiosi a volte; ma non è questo che, nella mia mente e nella mia memoria, distingue gli adulti dai bambini. Il mio è un ricordo di una sorta di luce bianca su tutto, che ritagliava le cose in modo molto chiaro e ne sottolineava piuttosto la solidità. Il punto è che la luce bianca aveva una sorta di meraviglia, come se il mondo fosse nuovo come me; ma non che il mondo fosse altro che un mondo reale.
Gilbert Keith Chesterton, Autobiografia (mia traduzione)
lunedì 29 aprile 2024
sabato 19 agosto 2023
Oggi 18 Agosto 2023 sono tornato sul Monte Vettore.
![]() |
| Il panorama visibile a nord ovest dalla cima del Monte Vettore (2.476 mt) |
![]() |
| Panorama dalla Sella delle Ciaule. |
![]() |
| Sentiero che discende dalla cima. |
![]() |
| Dalla Sella delle Ciaule guardando verso nord (a destra la cima del Vettore) |
Dopo anni e anni sono tornato sul Monte Vettore. La prima volta c'ero stato quarantadue anni fa, poi altre volte, anche d'inverno con la neve.
Una bella scarpinata fino in vetta, con una sosta al Bivacco Zilioli e in cima per mangiare.
Siamo sui Monti Sibillini, la catena montuosa che si estende tra le province di Ascoli Piceno, Fermo e Macerata nelle Marche, e di Perugia in Umbria.
Siamo partiti alle 8.55 (lo so, non è da mattinieri seri, però ciao -- oggi era caldo ma rispetto a San Benedetto si stava benissimo) da Forca di Presta, giornata di sole pieno. La prima parte del cammino (diciamo da Forca di Presta fino a quota più o meno 1.850) ti fa venire in mente la domanda "ma chi me lo ha fatto fare?", poi fai la persona adulta e dici che in cima - come avevi pensato - tutto questo varrà la pena. In effetti l'attacco ha una discreta pendenza che a freddo ti fa andare in iperventilazione in trenta secondi, e così rimani fino a quella quota. Un po' è l'effetto dello scendere dalla macchina e di cominciare a camminare, così, a bomba. Le persone serie dicono che ci vuole preparazione atletica, che io non ho e si sente, però pian piano si arriva.
Dopo questi primi trecento metri di dislivello le cose migliorano un po': infatti ci sono
![]() |
| Il sentiero che sale, visto dal Bivacco Zilioli. |
![]() |
| Il sentiero che sale verso Cima del Lago dalla Sella delle Ciaule. |
![]() |
| Il panorama a nord ovest da circa 1.800 mt. |
tratti meno ripidi che culminano a quota 2.050 circa dove c'è una specie di spiazzo da cui si può ammirare sia il panorama delle Piane di Castelluccio (che in realtà si scorge immediatamente dall'inizio della camminata: da lì si vede anche il sentiero che porta a Forca Canapine, le montagne verso Norcia e Spoleto... colpisce molto perché la rapidità della salita fa vedere subito quanto sia lontano il fondo ove giacciono le Piane; queste ultime sono sempre bellissime, soprattutto col verde e il massimo è con la fioritura di fine giugno - primi di luglio) che quello verso sud, e cioè verso i Monti della Laga (Monte Comunitore, Pizzo di Sevo e altro ancora, nonché i Monti Gemelli, oggi non ben visibili a causa di nuvole a spasso sopra la cima del Vettore). Quello è il Vettoretto, morbida cima che guarda a sud.
Da lì in poi il sentiero piega verso sinistra, cioè nord, e aggira il Vettoretto. In una recente targa hanno messo delle fotografie ben illustrate della faglia che si è creata tra quel punto e lo Scoglio dell'Aquila (versante ovest, quello che dà verso le Piane di Castelluccio) a causa del terremoto del 2016 verso quelle quote. Il positivo è che la targa non fa considerazioni catastrofistiche ed ansiogene e si limita a dire come e dove stanno le cose. Poi di lì a poco il sentiero torna bello ripido e si trasforma in uno stretto ghiaione per culminare al Bivacco Zilioli, di recente ricostruito ex novo (c'è una zona per l'emergenza aperta a tutti e un'altra che si può prenotare, chiusa debitamente e giustamente a chiave), che si trova sulla Sella delle Ciàule (nome un po' desueto ma dal suono bello e poetico per indicare una razza di corvi di piccole dimensioni che abbiamo pure visto al ritorno). Lì si stava molto bene, c'era il sole, tante belle cose da vedere e siamo tornati belli neri a casa. Erano le 10.55, dunque due ore da persone normali, i corridori li lasciamo fare, non mettiamo nemmeno la cianghetta. Siamo stati superati da tanti giovani, hikers armati fino ai denti, gente normale più allenata di noi (eppure venivamo da una settimana di camminate nell'area della Marmolada... vabbè, su, dai...). Bel panorama a sud e a nord; da lì si vedono la Cima del Lago, la Cima del Redentore e il Pizzo del Diavolo, Monte Torrone, Monte Argentella, le balze che conducono alle Roccette e da lì al Lago (o Laghi, vedete voi, fate tutto il possibile se vi riesce per non parlare di cambiamenti climatici, il lago ha sempre avuto alti e bassi da che campo, la prima volta lo vidi più o meno quarantadue anni fa...), e più in lontananza la Sibilla.
![]() |
| Il gruppo del Vettore visto dalla sua cima (visibili Cima del Lago, Cima del Redentore, Pizzo del Diavolo, Monte Torrone, Monte Argentella) |
![]() |
| I Monti della Laga dal Vettoretto. |
![]() |
| Il Bivacco Zilioli, in stile minimal, funzionale e accogliente. |
Scendiamo alle 13.25 senza più fermarci, salvo una sosta di pochissimi minuti al Vettoretto, ed arriviamo alle 14.55. Ottimo lavoro, ripartiamo verso casa. Grazie, Gesù, di tutto quello che ci fai vedere e saggiare con grande stupore.
venerdì 2 dicembre 2022
Una riflessione a partire da Chesterton di padre Serafino Tognetti.
Ho ricevuto da un caro amico questa bella riflessione di padre Serafino Tognetti, che non ho il piacere di conoscere personalmente ma che in questo post dice molte belle cose su Chesterton e non solo; cita espressamente la Summa Chestertheologica, una delle folli brucianti idee di padre Roberto Brunelli che ho aiutato a pubblicare anni fa, e fa a sua volta una bella Summa di tante idee del mio caro Gilbert; ve ne do notizia molto volentieri mettendovi a disposizione il collegamento del blog della Società Chestertoniana Italiana che presiedo, e ringrazio padre Tognetti perché ha riacceso in me la luminosità e la grandezza delle parole di Chesterton sulla vita. Parole che ho letto migliaia di volte, che mi ballano in testa ogni giorno ed in ogni circostanza come una sorta di sottofondo musicale ma che per me suonano sempre nuove.
http://uomovivo.blogspot.com/2022/12/padre-serafino-tognetti-legge-chesterton.html











