lunedì 7 settembre 2026

Il Cantico di frate Sole e il luogo in cui fu composto.


Cari Amici,

lo vedete questo scorcio? San Francesco negli ultimi anni della sua vita fu via via sempre più malato. Una delle malattie che più lo afflissero fu il glaucoma, che gli procurava dei gravissimi mal di testa. Una volta, dopo tante sofferenze, per grazia di Dio ebbe un momento di lieve miglioramento, e lì, per spirito di gratitudine, scrisse questo capolavoro.

Si trovava in questo posto, dove inizialmente si era rifugiato per essere accudito dalle buone monache di Santa Chiara, quando compose il Cantico, esattamente in questa specie di balconcino.

Quando ero ragazzo mi rimase impresso questo particolare: un piccolo posto da cui fece partire questa freccia lucente che attraversa i secoli, ci si era fatto costruire una specie di capannina, come un bimbo, e da lì poté chiamare il sole fratello, la terra "sora nostra", e pure la morte...

Tutto questo per gratitudine.

Ieri sono stato ad Assisi ed ho avuto la possibilità di tornare in questo posto, nel Convento di San Damiano, ne sono stato felice, e allora volevo dirvelo.

_________________________


Altissimu, onnipotente, bon Signore,
tue so' le laude, la gloria e l'honore et onne benedictione.
Ad te solo, Altissimo, se konfano,
et nullu homo ène dignu te mentovare.
Laudato sie, mi' Signore, cum tucte le tue creature,
spetialmente messor lo frate sole,
lo qual è iorno, et allumini noi per lui.
Et ellu è bellu e radiante cum grande splendore:
de te, Altissimo, porta significatione.
Laudato si', mi' Signore, per sora luna e le stelle:
in celu l'ài formate clarite et pretiose et belle.
Laudato si', mi' Signore, per frate vento
et per aere et nubilo et sereno et onne tempo,
per lo quale a le tue creature dài sustentamento.
Laudato si', mi' Signore, per sor'aqua,
la quale è multo utile et humile et pretiosa et casta.
Laudato si', mi' Signore, per frate focu,
per lo quale ennallumini la nocte:
ed ello è bello et iocundo et robustoso et forte.
Laudato si', mi' Signore, per sora nostra matre terra,
la quale ne sustenta et governa,
et produce diversi fructi con coloriti flori et herba.
Laudato si', mi' Signore,
per quelli ke perdonano per lo tuo amore
et sostengo infirmitate et tribulatione.
Beati quelli ke 'l sosterrano in pace,
ka da te, Altissimo, sirano incoronati.
Laudato si', mi' Signore, per sora nostra morte corporale,
da la quale nullu homo vivente pò skappare:
guai a quelli ke morrano ne le peccata mortali;
beati quelli ke trovarà ne le tue sanctissime voluntati,
ka la morte secunda no 'l farrà male.
Laudate e benedicete mi' Signore et rengratiate
e serviateli cum grande humilitate.

(la versione è quella più antica ed è tratta dal Codice 338 del Sacro Convento di Assisi).



Nessun commento: