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lunedì 3 maggio 2021

sabato 24 aprile 2021

venerdì 9 dicembre 2016

Giovanni Trapattoni al top con una delle sue migliori performance



Lo stimo, mi è simpatico, è un buon cristiano ed è nervoso (mi piace la gente un po' nervosa, diceva il mio compagno di banco del liceo, chi è nervoso è grintoso).
Il giornalista che lo intervista lo faceva sempre sbroccare tutte le volte, qui poveraccio se l'era cercata.
Viva il Trap!

venerdì 18 luglio 2014

Oggi è il giorno di Gino Bartali

Cento anni fa nasceva Gino Bartali, Uomo Vivo, un uomo di cui tutti siano innamoratissimi.

Grazie, Gesù, per avercelo dato!

martedì 1 luglio 2014

Ricordi di gioventù... gelata!





Ieri sono stato a Grottammare per lavoro. Sono andato in bicicletta e di ritorno, passando per le belle viette che arrivano al lungomare, mi sono imbattuto nella Gelateria Camelli.

Ci ho pensato un attimo e poi sono entrato: mi sono guardato intorno e ho cercato il gelato al pistacchio. C'era! In verità ce n'erano tanti che immagino buonissimi. Ho chiesto alla signorina se mi dava un cono piccolino al pistacchio e fiordilatte. Ho preso il mio gelatino e ho pedalato verso casa.

Una volta la gelateria Camelli (o meglio di Agostino, che mio padre chiamava simpaticamente "Usti'") era in piazza, quando io ero piccolino: era consuetudine di babbo e mamma portare mio fratello e me in macchina a prendere il gelato da Agostino. Arrivavamo là, io piccolissimo (tre, quattro, cinque anni) guardavo in alto al bancone, vedevo quest'omino lì dietro e chiedevo il mio gelatino: pistacchio sempre, poi il resto cambiava. Alle spalle c'erano bicchieroni di vetro, davanti coni e conetti di varie dimensioni, palettine e cose varie. 

Mamma e babbo ci compravano sempre quello più piccolo che all'epoca era da cinquanta lire, ma poi Agostino ce lo dava sempre più grande, ed era fisso il commento di noi bimbi su quanto fosse grande il proprio gelato, su quanto fosse bravo Agostino a farlo e generoso nel riempire il conetto. Babbo e mamma partecipavano alla nostra discussione.

Dicevamo sempre con grande soddisfazione: "Visto? È da cinquanta ma Agostino ce lo ha fatto da cento!". Non so se fosse una predilezione riservata a noi, però la cosa ci faceva piacere, ci rallegrava al di là della semplice quantità del gelato. Eravamo contenti solo del fatto che Agostino ce ne desse un po' di più.

Mio fratello, fissato con la cioccolata, al termine del nostro "esercizio sportivo", indossava sempre orgogliosamente un bel paio di baffi di color - appunto - cioccolata, un po' alla Errol Flynn. Io ero invece sistematico con il pistacchio, che praticamente ho riprovato solo ieri da quell'epoca. 

È uguale! Che soddisfazione...

Sono stato molto contento di essere tornato in quella gelateria, anche se è in un altro posto e sono passati più di quarant'anni. Ho pensato a quanto eravamo contenti e quanto piccole fossero le cose che ci rendevano tali, e che in fondo in questo non sono cambiato.

Grazie, Dio!

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Aggiornamento del 17 Settembre 2021:

Felice è colui che ama ancora ciò che amava all'asilo: non è stato spezzato in due dal tempo; non sono due uomini, ma uno solo, ed ha salvato non solo la sua anima ma la sua vita.

Gilbert Keith Chesterton, Illustrated London News, 26 Settembre 1908.

E, qui giunto, mi commuovo contento!

mercoledì 18 dicembre 2013

Buon Natale, carissimi amici!

«Quello che mi è successo è l'opposto di quello che sembra essere l'esperienza della maggior parte dei miei amici. Invece di rimpicciolire fino ad un puntino, Babbo Natale è divenuto sempre più grande nella mia vita fino a riempire la quasi totalità di essa. E' successo in questo modo. Da bambino mi trovai di fronte ad un fenomeno che richiedeva una spiegazione. Avevo appeso alla sponda del mio letto una calza vuota, che al mattino si trasformò in una calza piena. Non avevo fatto nulla per produrre le cose che la riempivano. Non avevo lavorato per loro, né le avevo fatte o aiutato a farle. Non ero nemmeno stato buono - lungi da me! 
E la spiegazione era che un certo essere che tutti chiamavano "Santa Claus" era benevolmente disposto verso di me... Ciò che credevamo era che una determinata agenzia benevola ci avesse davvero dato quei giocattoli per niente. E, come affermo, io ci credo ancora. Ho semplicemente esteso l'idea.
Allora chiedevo solo chi metteva i giocattoli nella calza, ora mi chiedo Chi mette la calza accanto al letto, e il letto nella stanza, e la stanza della casa, e la casa nel pianeta, e il grande pianeta nel vuoto.
Una volta mi limitavo a ringraziare Babbo Natale per pochi dollari e qualche biscotto. 
Ora, lo ringrazio per le stelle e le facce in strada, e il vino e il grande mare.
Una volta pensavo fosse piacevole e sorprendente trovare un regalo così grande da entrare solo per metà nella calza.

Ora sono felice e stupito ogni mattina di trovare un regalo così grande che ci vogliono due calze per tenerlo, e poi buona parte ne rimane fuori; è il grande e assurdo regalo di me stesso, perché all'origine di esso io non posso offrire alcun suggerimento tranne che Babbo Natale me l'ha dato in un particolare fantastico momento di buona volontà».

Gilbert Keith Chesterton, da una lettera a The Tablet of London

martedì 16 aprile 2013

Un punto del mio programma


Questa è la prima libertà che rivendico: la libertà di restaurare. Reclamo il diritto a proporre come soluzione il vecchio sistema patriarcale di un clan delle Highlands scozzesi, se ciò servisse a eliminare il maggior numero di problemi. Di certo eliminerebbe alcuni mali, come l’innaturale obbedienza a estranei freddi e duri, semplici burocrati e poliziotti.

Gilbert Keith Chesterton, Ciò che non va nel mondo

giovedì 15 settembre 2011

Il cielo di San Benedetto del Tronto

From Evernote:

Il cielo di San Benedetto del Tronto

Il cielo di San Benedetto del Tronto ho idea che abbia una sua speciale originalità. È come quando si parla del cielo d'Irlanda (la Mannoia, e Massimo Bubola che ha composto la canzone, si sono appropriati di una cosa che tutti noi che siamo stati almeno una volta nell'Insula Sanctorum sosteniamo a spada tratta, e cioè che quel cielo abbia qualcosa di unico che si ripete tutti i giorni): il cielo di San Benedetto è un po' così, sempre bello.
A me dà l'impressione di qualcosa di simile ai cartoni animati in cui il disegnatore riproduce il suo processo creativo, come in Aquarela do Brasil che mostra la nascita della bellezza del paese sudamericano dal pennello dell'autore, una specie di imitazione dell'Autore vero di tutto. È come se il colore azzurro che troviamo attorno a noi in tutto il mondo stesse in un grande barattolone sito proprio qui, di fronte casa mia.
Io credo sia così.
 
Bello! 




domenica 19 settembre 2010

Viva il Papa!


Mi sono commosso più volte leggendo i discorsi del Papa in Inghilterra di questi giorni.

sabato 9 gennaio 2010

Epifania... norcina!

Il giorno dell'Epifania siamo tornati a Norcia, stavolta con un po' dei nostri amici.

Giornata fredda e umida (pioveva, il sole ci aspettava a Cascia!), abbiamo partecipato alla Messa in rito tridentino officiata dall'abate del monastero di San Benedetto, padre Cassian Folsom, che ha fatto una bella omelia. I monaci cantano la Messa in gregoriano. Questo monastero di nuova fondazione ha ricevuto dalla Santa Sede il compito di officiare in utroque ritu (in entrambi i riti, quello ordinario e quello straordinario). Sono quattordici monaci, abbastanza giovani, di cui undici statunitensi, un indonesiano, uno scozzese e un inglese. Vivono proprio come vivevano San Benedetto e i suoi amici, la regola esatta (quella regola che San Benedetto definì "una cosa piccola, per principianti"...). E' una vita dura, ma evidentemente affascinante. D'altronde dove presero la forza i monaci che salvarono l'Europa e il mondo dall'essere risucchiati dalla decadenza dell'Impero Romano?

Poi (scusate, ma il cattolicesimo tiene sempre uniti corpo e spirito... e a Norcia se non fosse così sarebbe una partita persa in partenza!) una sosta in una delle splendide norcinerie di corso Sertorio (salame, salsicce, pane cotto a legna... cose grasse!), una visita alla vicina Cascia e alla tomba di Santa Rita (ho scoperto che a Cascia c'è un Miracolo Eucaristico e due beati oltre a Santa Rita!), una visita alle Piane di Castelluccio senza neve (!!!) e al Vettore con la neve, e poi a casa.

Quello che mi ha colpito di più è stata l'attenzione con cui i nostri amici più giovani hanno seguito la Messa, apprezzata da tutti i partecipanti.

mercoledì 25 novembre 2009

Il discorso del mio amico Giambattista Croci alla consegna del riconoscimento del Comune di San Benedetto del Tronto il 24 Novembre 2009, presenti Nick Mallett e Alessandro Troncon



Giambattista è stato giustamente premiato dalla mia città, San Benedetto del Tronto, per i suoi meriti sportivi di giocatore di rugby.

Giambattista (Gianni, Giamba, Jumbo come lo chiamiamo da sempre) è stato venticinque volte Nazionale d'Italia e ha fatto la famosa meta (a cui fa cenno anche in questo breve discorso) nella partita Francia - Italia a Grenoble nel 1997 che ci consentì di essere ammessi a quello che, con la nostra presenza, è diventato il 6 Nazioni.

Giambattista è un bravo ragazzo (se a 44 anni ci si può ancora chiamare ragazzi, vero?), è una persona molto umile e sincera, e sono molto contento che si arrivato questo riconoscimento da una città che rischia di dimenticare i suoi uomini migliori.

Erano presenti, oltre al sindaco Giovanni Gaspari, anche Nick Mallett (commissario tecnico della Nazionale Italiana di rugby) e Alessandro Troncon (vice-allenatore e centouno volte Nazionale di rugby).

venerdì 6 novembre 2009

Uno dei miei santi preferiti, San Giuseppe da Copertino!


Guardate che uomo splendido, che uomo vivo!

Chi non vorrebbe assomigliargli?

Quanto mi ha aiutato e continua ad aiutarmi...

lunedì 13 luglio 2009

I Cristeros, gente cui vorrei assomigliare almeno un po'.


La storia è lunga e non ho purtroppo tempo di raccontarla qui.
Mi sono imbattuto in una vecchia cara vicenda di quelle che ti fanno capire che cosa significa appartenere a Gesù Cristo, essere cattolico. Nel 1996 facemmo anche una mostra dedicata a loro grazie al libro di Paolo Gulisano, e in studio ho una bella foto in bella mostra con due Cristeros con sombrero, fucili, cartuccere e quanto necessario a menare le mani.
Dico sempre a tutti che sono dei miei parenti nobili.
Se volete saperne di più, digitate "cristeros" su Google, oppure "Miguel Agustin Pro" (un uomo splendido!), e andate a vedere. Oppure (è ancora meglio) leggete il libro di Paolo Gulisano, edito da Il Cerchio di Rimini.
Non resisterete e vi commuoverete come ho fatto io, e vorrete essere Cristeros qui e ora.

Viva Cristo Rey!

giovedì 14 maggio 2009

Uniamoci tutti nella Novena a Maria Ausiliatrice per la Scuola Media Libera "G. K. Chesterton"!


Quella che vedete è la statua che Gilbert e Frances Chesterton donarono
alla loro parrocchia di Santa Teresa del Bambin Gesù a Beaconsfield,
il paesino del Buckinghamshire (Inghilterra) dove abitarono per quasi tutta la loro vita insieme


Carissimi amici,


il Mese di Maggio ci vede impegnati nella recita quotidiana del Santo Rosario nelle nostre case, nelle nostre chiese e nei nostri gruppi.
Vogliamo invitarvi ad inserire al termine della recita del Rosario la Novena alla Beata Vergine Maria Ausiliatrice che si festeggia il 24 maggio. Questa festa, così cara al nostro amico San Giovanni Bosco, ci offre l'occasione per implorare con rinnovato ardore la grazia per la definitiva realizzazione dell'opera educativa che la cooperativa Capitani Coraggiosi ha messo in atto: la Scuola Media Libera "Gilbert Keith Chesterton".
Il progetto è assai più ampio e prevede la realizzazione di un complesso polisportivo e scolastico (con scuola media e superiore) e per far questo abbiamo bisogno di trovare il terreno dove realizzarlo e soprattutto di molte risorse economiche e umane.
Noi siamo certi che quello che stiamo facendo è buono e giusto (stiamo rispondendo all'appello del Papa Benedetto XVI, il Vicario di Cristo, il dolce Cristo in Terra come disse Santa Caterina da Siena, per porre rimedio all'emergenza educativa). Però "se il Signore non costruisce la casa, invano faticano i costruttori". E ancora: "Senza di me non potete fare nulla", dice Gesù.

Vi chiediamo di sostenere e collaborare, ognuno come può, a quest'opera per la cara gioventù alla quale san Giovanni Bosco dedicò tutta la sua vita e le sue energie.

Per questo motivo affidiamo a Maria Ausiliatrice questa intenzione particolare e vi inviamo lo schema della Novena in suo onore da recitare al termine del Santo Rosario per nove giorni:

dal 15 maggio al 23 maggio:
- 3 Pater, Ave, Gloria al Santissimo Sacramento con la giaculatoria:
Sia lodato e ringraziato ogni momento il Santissimo e Divinissimo Sacramento
- 3 Salve o Regina con la giaculatoria:
Maria, Aiuto dei Cristiani, prega per noi


Il 24 maggio festa della Beata Vergine Maria Ausiliatrice, sempre al termine del Rosario, si recita la preghiera in suo onore composta da san Giovanni Bosco:

O Maria, Vergine potente,
Tu grande illustre presidio della Chiesa;
Tu aiuto meraviglioso dei Cristiani;
Tu terribile come esercito schierato a battaglia;
Tu sola hai distrutto ogni eresia in tutto il mondo;
Tu nelle angustie, nelle lotte, nelle strettezze
difendici dal nemico e nell'ora della morte
accogli l'anima nostra in Paradiso!
Amen



CONSIGLIO DI SAN GIOVANNI BOSCO

“Per essere cari a Maria Ausiliatrice, bisogna accostarsi con frequenza ai Sacramenti, ricevere il più sovente possibile la Santa Comunione, partecipare alla Messa e COMPIERE OPERE DI CARITA' (preferibilmente a favore della gioventù) in onore di Gesù, perché al Signore piace che si pratichi la carità!”

mercoledì 13 maggio 2009

Momenti di Gloria (1981) - Una delle scene più belle.

E' proprio bella questa scena. Mi riferisco alla scena del Certame di Caius. Anzi, è proprio bellissima!

Vorrei che la nostra scuola (la Scuola Media Libera "G. K. Chesterton") fosse anche un pochino così, che desse ai giovani la possibilità di misurarsi con il meglio di sé, con quel sano entusiasmo che è di ogni vera età giovanile.

Io vorrei costruirla proprio così, la scuola: un bel cortile, con un campanile che segna le ore e ci ricorda la nostra appartenenza ed identità. Magari il cortile lo vorrei con un bel prato, così ci può sempre scappare una bella partitella di rugby, uno sport da uomini...
Poi c'è una scena altrettanto bella: la festa celtica con la corsa dei bambini con Eric Liddell, un grande!

Perché no? Perché appiattirsi sulle convenienze politicamente e socialmente corrette? Tutto questo è possibile, se lo desideriamo, perché è un desiderio bello e il Padre Eterno ama i desideri belli e gli uomini che li hanno nel cuore.



Aggiornamento del 20 Settembre 2022:

la scena del Certame di Caius a casa mia c'è una persona che in età infantile la chiamava "i peppi" (=i cappelli nel bambinese sermariniano)...