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domenica 2 marzo 2025

Frammenti della mia filosofia - 71 - Chesterton, infanzia, una sorta di luce bianca su tutto.

Devo cercare di spiegare in qualche modo che cosa intendo dire quando dico che la mia infanzia è stata di tipo, o qualità, del tutto diversa dal resto della mia esistenza, immeritatamente piacevole e gioiosa.

Di questa qualità positiva l'attributo più generale era la chiarezza. È qui che differisco, per esempio, da Stevenson, che pure ammiro vivamente, e che parla del bambino come se si muovesse con la testa tra le nuvole. Egli parla del bambino come se fosse normalmente in un sogno ad occhi aperti, in cui non riesce a distinguere la fantasia dai fatti. Ora, bambini e adulti sono entrambi fantasiosi a volte; ma non è questo che, nella mia mente e nella mia memoria, distingue gli adulti dai bambini. Il mio è un ricordo di una sorta di luce bianca su tutto, che ritagliava le cose in modo molto chiaro e ne sottolineava piuttosto la solidità. Il punto è che la luce bianca aveva una sorta di meraviglia, come se il mondo fosse nuovo come me; ma non che il mondo fosse altro che un mondo reale.

Gilbert Keith Chesterton, Autobiografia (mia traduzione)



domenica 24 novembre 2024

Frammenti della mia filosofia - 62 - Mi preoccupa ciò che è diventato un bambino.



Ora sono in uno stato in cui mi sento un mostruoso ciarlatano, come se indossassi una maschera e fossi imbottito di cuscini, ogni volta che vedo qualcosa sul G. K. C. pubblico; mi fa male, perché anche se le opinioni che esprimo sono reali, l'immagine è terribilmente irreale rispetto alla persona reale che ha bisogno di aiuto in questo momento. Ho la stessa vanità di chiunque altro riguardo a questi successi superficiali mentre si verificano; ma non sento mai per un momento che essi influenzino la realtà del fatto che io sia completamente marcio o meno; così che qualsiasi commento pubblico sulla mia posizione religiosa sembra come un vento dall'altra parte del mondo; come se riguardasse qualcun altro - come in effetti è. Non mi preoccupa un grosso uomo grasso che appare sulle piattaforme e nelle caricature; anche quando si diletta in dibattiti su quello che io ritengo essere il giusto. Mi preoccupa ciò che è diventato un bambino a cui il padre mostrava un teatro giocattolo, e uno scolaro che nessuno ha mai sentito nominare, con il suo rimuginare su dubbi, oscurità e sogni a occhi aperti, con una coscienza grossolana così incoerente da sfiorare l'ipocrisia; e tutta la vita morbosa della mente solitaria di una persona viva con cui ho vissuto. È questa storia, che così spesso ha rischiato di finire male, che voglio che finisca bene. 

Gilbert Keith Chesterton, da una lettera a mons. Ronald Knox poco prima della sua conversione al cattolicesimo, in Dudley Barker, G. K. Chesterton: A Biography, New York, Stein & Day, 1973.

Questo brano si accorda perfettamente con quest'altra citazione, sempre di Chesterton:



giovedì 14 settembre 2023

Un po' di miei scoppiatissimi amichetti...

 


Prendere un treno.

 

È una vignetta disegnata dal mio caro amico Gilbert Keith Chesterton. Il titolo è: "Catching a train", cioè "Prendere un treno".

Dal mio punto di vista è bellissima perché mi riconosco in entrambe le due figure ritratte, l'omone affannato ed in ritardo che sta tentando di prendere il treno (in ritardo lo sono da sempre: mia mamma mi disse che sono nato all'aurora del 16 Luglio 1965, dunque penso che avrei dovuto nascere almeno la sera prima, e che avrò di sicuro trovato un motivo di trastullo o meglio di apparente distrazione là dentro...), e il bimbo che sta.. "prendendo il treno", cioè lo prende e lo trascina perché così gli aggrada (e anche qui mi riconosco: non sono mai divenuto adulto e non voglio mai diventarci).


giovedì 3 novembre 2022

Qualcosa dietro l'angolo.

Un discorso che avrei anzi avremmo voluto fare di persona lo scorso anno, mia moglie ed io, all'inizio delle lezioni, e che poi è finito di questo bel video.

venerdì 18 settembre 2009

Il fascino dei bambini.

Il fascino dei bambini consiste nel fatto che per ognuno di loro comincia tutto dal principio e l’universo viene di nuovo messo sotto processo. È la gravità dello stupore con cui guarda l’universo, un incanto che non è misticismo, bensì una sorta di buonsenso trascendente. Quando camminiamo per la strada e vediamo sotto di noi queste deliziose teste a forma di bulbo, dovremmo sempre rammenntare che... in ognuna di quelle sfere c’è un nuovo sistema stellare, nuovi prati, nuove città, un nuovo mare. Quando osserviamo esseri così umani, eppure cosi piccoli, abbiamo la sensazione di crescere di statura fino a raggiungere dimensioni imbarazzanti. Sentiamo di avere verso queste creature gli stessi obblighi che avvertirebbe una divinità se avesse creato qualcosa che non può capire. Comunque, l’aspetto buffo dei bambini è forse il più tenero di tutti i vincoli che tengono insieme il cosmo. La loro dignità sbilanciata è più commovente della loro umiltà; la loro solennità ci infonde speranza per il mondo intero, più di mille carnevali dell’ottimismo; quegli occhioni lucenti danno l’impressione dì racchiudere tutte le stelle nel loro stupore, la deliziosa assenza del naso sembra fornire un incomparabile presagio dell’umorismo che ci attende nel Regno dei Cieli.

(Gilbert Keith Chesterton)