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lunedì 28 settembre 2026

Canzone degli occhi e del cuore di Claudio Chieffo, in due versioni, proprio oggi.

Cari Amici,

oggi ricorrono cinque anni da quando la mia cara moglie ha lasciato questa vita per l'Altra, per la nostra Vera Patria, allora vi propongo, oltre che di pregare per il suffragio della sua anima, anche questa canzone del mio amico Claudio Chieffo che Federica amava molto. Mai capito il perché, però di se stessa diceva sempre: "un cuore piccolo e meschino come un paese inospitale"...

Ripeto: non l'ho mai capito, e gliel'ho detto tremila volte!!! Adesso continuo a chiederle il perché, ma ironicamente. Le ho sempre detto: ma non è vero! ma che dici? Io non ho incontrato persona più magnanima di lei su questa terra, ma lei insisteva... O forse è meglio dire che è vero: siamo tutti un po' piccoli e meschini fintanto che non incontriamo Gesù, bene, fino in fondo, fino a che non decidiamo di andarGli dietro per sempre senza mai voltarci indietro (ma perché mai voltarsi? mah, l'unico motivo buono sarebbe quello di andare indietro e convincere tutti ad andare dietro a Gesù... e Federica questo lo faceva praticamente sempre).

Va bene, la metto solo e proprio per questo stridente contrasto. 

La metto anche perché mi piace molto, la musica è bella e pure le parole lo sono. C'è la musica e pure il testo, cantatela pure voi. Io ho imparato che le cose a forza di ripeterle le capiamo...

La metto pure perché Federica volle che fosse cantata alla fine della messa del nostro matrimonio, il 17 settembre 1994. Penso che lo abbia fatto per gratitudine, ed è una cosa tanto bella (il nostro Chesterton dice che alla base della felicità c'è la riconoscenza, e rileggendo vecchie nostre carte ho scorto tanta riconoscenza che mi commuove).

Siccome questo matrimonio non è mai finito e mai finirà (dite quello che vi pare, ho le prove e ve le porterò...), qui continuo io a cantare questa canzone (con qualche stonatura ma va bene lo stesso): lei ha visto tutto, e sicuro ha bello che capito che, semmai lo avesse avuto questo famoso cuore piccolo e meschino (cosa della quale seguito testardamente a dubitare), prima o poi tutto si compie se già non s'è compiuto... È questa la Grande Speranza. che desidero raggiunga tutti.

L'altra Grande Speranza che voglio strillare è che si può vivere su questa terra un amore bello e puro, come un mattino di sole dopo la pioggia e come il cielo della mia città che ha lo stesso colore degli occhi di Federica. Solo una cosa del genere è per noi. 

Propongo due versioni: quella cantata da Gioele Dix, coinvolto nel bel disco Chieffo - Charity Tribute messo insieme da Benedetto Chieffo (di cui sono amico) e cantato o suonato da artisti bravi, e quella classica di Claudio cantata da lui. A me piacciono entrambe.

Tutto questo per dare speranza e per dire che non c'è cuore piccolo e meschino che non ceda davanti a Gesù, basta che si apra di un tanto così, e poi questo cuore fa cose che non ti puoi immaginare, e io di queste cose che non t'immagini sono felice e grato testimone.

La mia sempre giovane moglie, dolce come il mattino.






Canzone degli occhi e del cuore

Parole e musica di Claudio Chieffo 
marzo 1980 
a Pigi Bernareggi


Anche se un giorno, amico mio, dimenticassi le parole, 
dimenticassi il posto e l'ora o s'era notte o c'era il sole, 
non potrò mai dimenticare cosa dicevano i tuoi occhi. 

E così volando volando anche un piccolo cuore se ne andava, 
attraversando il cielo verso il Grande Cuore, 
un cuore piccolo e meschino come un paese inospitale 
volava dritto in alto verso il suo destino... 
E non riuscirono a fermarlo neanche i bilanci della vita, 
quegli inventari fatti sempre senza amore. 

Così parlavo in fretta io per non lasciare indietro niente, 
per non lasciare indietro il male e i meccanismi della mente 
e mi dicevano i tuoi occhi ch'ero già stato perdonato... 

E così volando volando anche un piccolo cuore se ne andava, 
attraversando il cielo verso il Grande Cuore, 
un cuore piccolo e meschino come un paese inospitale 
volava dritto in alto verso il suo destino... 
E non riuscirono a fermarlo neanche i bilanci della vita, 
quegli inventari fatti sempre senza amore. 

E adesso torna da chi sai, da chi divide con te tutto, 
abbraccia forte i figli tuoi e non nascondere il tuo volto, 
perché dagli occhi si capisce quando la vita ricomincia. 

E così volando volando anche un piccolo cuore se ne andava, 
attraversando il cielo verso il Grande Cuore, 
un cuore piccolo e meschino come un paese inospitale 
volava dritto in alto verso il suo destino... 
Lalalalalalalalalalalalalalalalalalalalalalalalalalalalala

martedì 10 giugno 2025

Sarò contento di incontrare tutti i miei più cari "personaggi"...

Ma almeno questo è parte di ciò che Dickens intendeva dire: che il cameratismo e la gioia seria non sono intermezzi nel nostro viaggio, ma che piuttosto i nostri viaggi sono intermezzi di amicizia e gioia, che grazie a Dio dureranno per sempre. La locanda non indica la strada, ma la strada indica la locanda. E tutte le strade puntano infine a una locanda finale, dove incontreremo Dickens e tutti i suoi personaggi; e quando berremo di nuovo sarà dai grandi boccali della taverna alla fine del mondo.

Gilbert Keith Chesterton, Charles Dickens.

venerdì 2 febbraio 2024

Frammenti della mia filosofia - 43 - Se la fede è viva, la cultura cristiana non diventa passato.


 

Le cattedrali non sono monumenti medievali, ma case di vita, dove ci sentiamo "a casa": incontriamo Dio e ci incontriamo gli uni con gli altri. Neanche la grande musica – il gregoriano o Bach o Mozart – è cosa del passato, ma vive della vitalità della liturgia e della nostra fede. Se la fede è viva, la cultura cristiana non diventa "passato", ma rimane viva e presente. E se la fede è viva, anche oggi possiamo rispondere all’imperativo che si ripete sempre di nuovo nei Salmi: "Cantate al Signore un canto nuovo". Creatività, innovazione, canto nuovo, cultura nuova e presenza di tutta l’eredità culturale nella vitalità della fede non si escludono, ma sono un’unica realtà; sono presenza della bellezza di Dio e della gioia di essere figli suoi.

(Benedetto XVI, Udienza generale del 21 Maggio 2008) 

martedì 30 gennaio 2024

Li rimproverò della loro incredulità e durezza di cuore, perché non avevano creduto a quelli che l'avevano visto risorto.

Gesù, dopo che fu risorto nel primo giorno della settimana, apparve a Maria Maddalena, dalla quale aveva scacciato sette demoni. Ella andò ad annunziarlo a coloro che erano stati con lui e che eran afflitti e piangenti. Ed essi, udito che egli viveva ed era stato veduto da lei, non le credettero. In seguito apparve a due di loro che erano in cammino per andare nei campi; e questi andarono ad annunziarlo agli altri, i quali non credettero neppure a loro. Più tardi apparve agli Undici, mentre erano a tavola e li rimproverò della loro incredulità e durezza di cuore, perchè non avevano creduto a quelli che l'avevano visto risorto.

Marco 16, 9 - 14.

Surgens autem mane prima sabbati, apparuit primo Mariæ Magdalene, de qua ejecerat septem dæmonia. Illa vadens nuntiavit his, qui cum eo fuerant, lugentibus et flentibus. Et illi audientes quia viveret, et visus esset ab ea, non crediderunt. Post hæc autem duobus ex his ambulantibus ostensus est in alia effigie, euntibus in villam: et illi euntes nuntiaverunt ceteris: nec illis crediderunt. Novissime recumbentibus illis undecim apparuit: et exprobravit incredulitatem eorum et duritiam cordis: quia iis, qui viderant eum resurrexisse, non crediderunt.

Secundum Marcum, 16, 9 - 14.

giovedì 3 novembre 2022

Qualcosa dietro l'angolo.

Un discorso che avrei anzi avremmo voluto fare di persona lo scorso anno, mia moglie ed io, all'inizio delle lezioni, e che poi è finito di questo bel video.