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sabato 26 settembre 2026

Frammenti della mia filosofia - 91 - Chesterton, Uno stupore che di poco si allontana dalla paura. Alla Giacomo Leopardi ne L'infinito...

Se la nostra vita è davvero così bella come nelle favole, dovremmo ricordarci che tutta la bellezza delle favole sta in questo: che il principe prova uno stupore che di poco si allontana dalla paura. Se ha paura del gigante, per lui è finita; ma anche se non si stupisce di fronte al gigante per la favola è finita. Tutto dipende dal suo essere a un tempo umile abbastanza da essere sorpreso e arrogante abbastanza da sfidarlo. Perciò il nostro atteggiamento verso il gigante del mondo deve essere non solo una crescente delicatezza o un crescente disprezzo, ma una proporzione particolare tra le due cose, la giusta misura. Dobbiamo avere dentro di noi abbastanza rispetto per tutte le cose al di fuori di noi, così da usare riguardi quando calpestiamo l’erba. Dobbiamo anche avere abbastanza disprezzo per tutte le cose al di fuori di noi, per potere, all’occorrenza, sputare alle stelle. Tuttavia queste due cose, (se vogliamo essere buoni o felici) devono essere unite non in una combinazione qualsiasi, ma in una combinazione particolare. La felicità perfetta per gli uomini sulla terra (se mai verrà) non sarà una cosa piatta e solida, come la soddisfazione degli animali. Sarà un equilibrio esatto e pericoloso, come quello di un romanzo d’amore disperato. L’uomo deve avere abbastanza fiducia in se stesso per poter vivere delle avventure, e dubitare abbastanza di se stesso per poterne godere.

Gilbert Keith Chesterton, Ortodossia.

https://marcosermarini.substack.com/p/uno-stupore-che-di-poco-si-allontana




giovedì 24 settembre 2026

Ogni tanto bisogna ripetere L’Infinito di Giacomo Leopardi se non si vuole perdere la strada, e anche farlo male...

Improvvisazione del V Liceo della Scuola Libera “G. K. Chesterton” di San Benedetto del Tronto. Per poco il cor non si spaura, per quanto è bello ripeterlo...

https://substack.com/home/post/p-217261311

giovedì 25 dicembre 2025

L'Infinito di Giacomo Leopardi va riproposto di sovente.

Sempre caro 🤗 mi fu quest'ermo colle⛰, 

E questa siepe, 🏡 che da tanta parte 
Dell'ultimo orizzonte il guardo esclude. 
Ma sedendo 🛋 e mirando 🖼, interminati 
Spazi di là da quella, e sovrumani 
Silenzi 🤫 , e profondissima quiete 
☺️
Io nel pensier 💭 mi fingo; ove per poco 
Il cor ❤️non si spaura 
😧. E come il vento 🌬 
Odo stormir 🍃tra queste piante🌳🌲🌲🌳, io quello 
Infinito silenzio 🤫 a questa voce 📣 
Vo comparando: e mi sovvien l'eterno, 
E le morte stagioni, e la presente 
E viva, e il suon di lei. Così tra questa 
Immensità s'annega il pensier 💭mio: 
E il naufragar ⛵️ 
m'è dolce 🍨 in questo mare 🌊 . 

lunedì 7 marzo 2022

L'Infinito di Giacomo Leopardi. La rimetto, bisogna fissarsi.

Sempre caro mi fu quest'ermo colle ⛰, 

E questa siepe 🏡, che da tanta parte 
Dell'ultimo orizzonte 🌅 il guardo 👀 esclude. 
Ma sedendo 🪑e mirando 👀, interminati 
Spazi di là da quella, e sovrumani 
Silenzi 🤫, e profondissima quiete 
Io nel pensier 💭 mi fingo; ove per poco 
Il cor ❤️ non si spaura. E come il vento 🌬 
Odo stormir tra queste piante🌳🌲🌲🌳, io quello 
Infinito silenzio 🤫 a questa voce 
Vo comparando: e mi sovvien l'eterno, 
E le morte stagioni, e la presente 
E viva, e il suon 🔔 di lei. Così tra questa 
Immensità s'annega il pensier mio: 
E il naufragar m'è dolce in questo mare 🌊 .