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venerdì 1 maggio 2026

Frammenti della mia filosofia - 85 - Paolo Grossi | Il referente del diritto è la società, non lo stato.



Il diritto non è necessariamente collegato ad una entità socialmente e politicamente autorevole, non ha per referente necessario quel formidabile apparato di potere che è lo Stato moderno, anche se la realtà storica che ci ha fino ad oggi circondato ostenta il monopolio del diritto operato dagli Stati. Il referente necessario del diritto è soltanto la società, la società come realtà complessa, articolatissima, con la possibilità che ciascuna delle sue articolazioni produca diritto.

Paolo Grossi, Prima lezione di diritto.



sabato 15 febbraio 2025

lunedì 27 gennaio 2025

Frammenti della mia filosofia - 69 - La pluralità di ordinamenti.


Lo storico (del diritto, ndr), memore e consapevole della varietà delle esperienze trascorse, ha il diritto e il dovere sacrosanti di ricordare a ogni giurista che un simile assetto, anche se è quello che ci circonda e che pertanto può apparire naturale e immutabile, costituisce soltanto il frutto d'un modo recentissimo e peculiarissimo d'intendere il diritto, e che non è lecito immobilizzarlo in una sorta di modello. La storia, al contrario, soprattutto quella meno recente, ci propone esempi di organizzazione giuridica risolta all'insegna della più ampia e rigorosa pluralità di ordinamenti, con un recupero della produzione giuridica alla pluralità delle forze dell'esperienza e con il risultato d'una costruzione del diritto forse incerta, forse alluvionale, forse informe, ma straordinariamente congeniale alle istanze reali di quelle forze, con un meccanismo di fonti non soffocato nella sola forma legislativa ma aperto in una articolazione giurisprudenziale, dottrinale e soprattutto consuetudinaria.


Paolo Grossi, L'ordine giuridico medievale.




venerdì 24 gennaio 2025

Frammenti della mia filosofia - 67 - Chesterton, libertà e giustizia e rivoluzione eterna.

Un uomo onesto si innamora di una donna onesta; desidera quindi sposarla, essere il padre dei suoi figli, garantire lei e se stesso. Tutti i sistemi di governo dovrebbero essere messi alla prova per verificare se l'uomo è in grado di fare questo. Se un sistema feudale, servile o barbarico gli offre un campo di cavoli così grande da permettergli di farlo, c'è l'essenza della libertà e della giustizia. Se un sistema - repubblicano, mercantile o eugenista - gli dà un salario così piccolo che non può farlo, c'è l'essenza dell'eterna tirannia e della vergogna.


Gilbert Keith Chesterton, The Illustrated London News, 25 marzo 1911.



giovedì 2 gennaio 2025

Frammenti della mia filosofia - 65 - Chesterton, la famiglia è un piccolo regno che ricorda l'anarchia.

Naturalmente, la famiglia è una buona istituzione perché non è affatto congeniale ai suoi membri. È sana precisamente perché contiene così tante divergenze e diversità. Come dicono i sentimentali, è un piccolo regno e, come quasi tutti gli altri piccoli regni, in generale è in una condizione che ricorda l’anarchia. È proprio perché nostro fratello George non è interessato a i nostri problemi religiosi, ma al Trocadero Restaurant, che la famiglia ha alcune delle caratteristiche tonificanti della comunità. E proprio perché nostro zio Henry non approva le ambizioni teatrali di nostra sorella Sarah che la famiglia è come l’umanità; gli uomini e le donne che, per buone e cattive ragioni, si ribellano contro la famiglia, si stanno semplicemente ribellando, per buone e cattive ragioni, contro il genere umano. La zia Elizabeth è irragionevole, come il genere umano. Papà è eccitabile, come il genere umano. Il nostro fratello minore è maligno, come il genere umano. Il nonno è stupido, come il mondo; è vecchio, come il mondo.

Gilbert Keith Chesterton, Eretici.



lunedì 30 dicembre 2024

Frammenti della mia filosofia - 62 - Il diritto come ordinamento di ogni agglomerato sociale.



  Recuperare una visione del diritto come ordinamento di ogni agglomerato sociale, affermare che ognuno di questi può essere - spesso nella realtà è - un ordinamento giuridico primario, ha quindi un duplice significato: di recuperare il diritto alla natura stessa del corpo sociale e di identificare il diritto come forma vitale di quel corpo nella storia.

La visione del fenomeno giuridico così come appare a noi oggi nell'àmbito del cosiddetto Stato moderno di diritto è unilaterale e riduttiva, ispirata, malgrado le premesse economiche e politiche di marca liberale, al più rigoroso assolutismo giuridico. Rigido monismo sul piano delle fonti, gerarchia delle fonti come conseguente e coerente filiazione di quello, principio di stretta legalità, certezza del diritto, sono concezioni e istituti che possono anche rappresentare il merito storico dello Stato di diritto come sistema di garanzie per il cittadino astratto, ma denunciano una costruzione dell'ordinamento che piove dall'alto sul tessuto dell'esperienza, che tende a formalizzarsi e a cristallizzarsi, nonché - inevitabilmente - a separarsi dal divenire senza soste della società, rischiando di identificarsi col messaggio dei detentori del potere.


Lo storico, memore e consapevole della varietà delle esperienze trascorse, ha il diritto e il dovere sacrosanti di ricordare a ogni giurista che un simile assetto, anche se è quello che ci circonda e che pertanto può apparire naturale e immutabile, costituisce soltánto il frutto d'un modo recentissimo e peculiarissimo d’intendere il diritto, e che non è lecito immobilizzarlo in una sorta di mo-dello. La storia, al contrario, soprattutto quella meno recente, ci propone esempi di organizzazione giuridica risolta all'insegna della più ampia e rigorosa pluralità di ordinamenti, con un recupero della produzione giuridica alla pluralità delle forze dell'esperienza è con il risultato d'una costruzione del diritto forse incerta, forse alluvionale, forse informe, ma straordinariamente congeniale alle istanze reali di quelle forze, con un meccanismo di fonti non soffocato nella sola forma legislativa ma aperto in una articolazione giurisprudenziale, dottrinale e soprattutto consuetudinaria.


Paolo Grossi, L'ordine giuridico medievale.




domenica 28 luglio 2024

Frammenti della mia filosofia - 56 - Chesterton, Io dichiaro la mia indipendenza.

Io dichiaro la mia indipendenza. Io reclamo il mio diritto a scegliere tra tutti gli strumenti che l'universo offre e non permetterò che si dica che alcuni di questi strumenti sono logori solo perché sono già stati usati.

Gilbert Keith Chesterton, Cosa c'è di sbagliato nel mondo.


Bandiera della Spettabile Reggenza

dei Sette Comuni

sabato 3 giugno 2023

Frammenti della mia filosofia - 38 | Paolo Grossi e la pluralità degli ordinamenti giuridici, diritto svincolato dallo Stato, collegato alla società.



Santi Romano (…) è il percettore lucido di quella complessità: nel 1909 la denuncia, parlando in una solenne occasione pubblica di 'crisi dello Stato moderno' per il suo articolarsi e anche frazionarsi a causa di coagulazioni sociali sempre più riottose, e nel 1917/18 addirittura le teorizza sostenendo la pluralità degli ordinamenti giuridici, lo svincolamento del diritto dallo Stato, il suo collegamento con la globalità del sociale.


Paolo Grossi, Prima lezione di diritto.


domenica 26 marzo 2023

Frammenti della mia filosofia - 35 | Paolo Grossi, lo Stato è solo un accidente storico.

Paolo Grossi morto a 89 anni: chi era l'ex presidente della Corte  Costituzionale | LA NOTIZIA

Si dovrebbe (...) riflettere più ponderatamente che lo Stato è soltanto un accidente storico a fronte di quel recupero del diritto che è valso a restituirlo al grembo ben più vasto della società.

Paolo Grossi, Prima lezione di diritto.


Frammenti della mia filosofia - 34 | Erich Kaufmann, ecco il diritto.

Lo Stato non crea diritto,

lo Stato crea leggi, 

e Stato e leggi 

stanno sotto il diritto.


Erich Kaufmann, Die Gleichheit von dem Gesetz (citato in Paolo Grossi, Prima lezione di diritto)

Erich Kaufmann (Jurist) – Wikipedia