Mio padre, il Grande Gino, quando facevi qualcosa che lo contrariava e destava la sua insofferenza che dormiva appena sotto l'epidermide, ti apostrofava così come segue:
Che cacchio di pesce sei???
L'insofferenza segue inesorabilmente a passetto tutta la razza che si ritrova anche una sola goccia di sangue Sermarini nelle vene, tanto da rendersi immediatamente riconoscibile senza nemmeno doversi presentare. È contagiosa (dopo un po' chi ci sta vicino assorbe involontariamente la medesima insofferenza, non so perché), si manifesta soprattutto verso rumori inconsulti, inutili, soprattutto quelli fatti con il corpo per incapacità di contenersi (risucchi, rumori con le dita, ossa che suonano, masticazione rumorosa, urla gratuite nonostante si stia a venticinque centimetri di distanza, l'elenco è lunghissimo, forse un giorno lo farò ma dovrò essere stabilmente in pensione); idem verso atteggiamenti finti, affettati, furbeschi, politicamente corretti, birbi, "carta vince - carta perde"...
La faccenda è lunga e ci tornerò, forse.

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