lunedì 28 luglio 2008

La storica meta di Giambattista Croci contro la Francia nel 1997.

Ho un amico che si chiama Giambattista Croci e che ha militato 25 volte nella Nazionale Italiana di rugby, lo sport che più amo. Giambattista è un mio amico d'infanzia, abbiamo la stessa età (siamo nati nel 1965) e molti amici in comune. Ha giocato con la Samb Rugby e poi con diverse grandi squadre (Rovigo, Mediolanum Milano, Calvisano) ed ha raggiunto tanti traguardi importanti. Questa meta è storica perché ha permesso all'Italia di vincere per la prima volta in trasferta contro la Francia (l'Italia non aveva mai vinto all'estero, prima di quella occasione, nel Marzo 1997 a Grenoble) ed è stata la vittoria a seguito della quale il board del Torneo delle Cinque Nazioni decise di ammetterci a partire dal 2000 a gareggiare per quel bellissimo torneo, secondo me il più bello, che da quell'anno non fu più delle Cinque Nazioni bensì delle Sei. Giambo, come lo chiamano quelli del rugby qui a San Benedetto del Tronto, è un grande giocatore e un gran bravo ragazzo. Bravo, anzi bravissimo.

lunedì 7 luglio 2008

Le Piane di Castelluccio - Luglio 2008.

Questo luogo mi piace tantissimo.



martedì 20 maggio 2008

Per il Libano.

Signore, libera il Libano dai cattivi che non vogliono che esista più, ovunque essi siano.
E' un paese bellissimo, aiuta i libanesi.

I Chieftains e Carlos Nunez

Che simpatico, Castrogiovanni!

mercoledì 7 maggio 2008

Evviva!

E' nata Anna Maria Sermarini, il 29 Aprile 2008, festa di Santa Caterina da Siena!
Evviva!
C'è, e poteva non esserci.

giovedì 3 aprile 2008

I cristiani iracheni scendono in piazza anche all'estero


Dalla Piana di Niniveh le marce pacifiche che chiedono giustizia per la morte di Rahho arrivano anche in Europa e in Canada. La gente vuole la riconciliazione: a Mosul studenti musulmani scrivono versi per il vescovo martire.

Noi Sermarini daremo sempre voce a questi nostri fratelli provati al fuoco.

Basta guardare le facce nella foto per avere un impeto di giustizia, grazie a Dio.


Roma (AsiaNews) – Arrivano anche in occidente le marce silenziose dei cristiani iracheni che chiedono giustizia per la persecuzione di cui sono vittime nella loro patria. Mentre tutti i giorni nei villaggi della Piana di Ninveh si continua a chiedere la verità sull’uccisione dell’arcivescovo caldeo di Mosul, mons. Faraj Rahho, anche in Olanda, in Germania e in Canada (vedi foto) gli emigrati iracheni scendono in piazza con striscioni e foto dei loro martiri. Alcuni manifestanti spiegano che ormai mons. Rahho è un “simbolo per tutti i cristiani” iracheni e non solo per la comunità caldea.
Intanto nel Paese dei due fiumi continuano quelli che sembrano veri e propri “omicidi mirati”, voluti per terrorizzare i cristiani e indurli alla fuga. Il 23 marzo, giorno di Pasqua, è morto in ospedale un giovane caldeo, Zahar Oshana, ricoverato dopo essere stato raggiunto da colpi d’arma da fuoco mentre usciva dalla parrocchia di S. Elia a Baghdad.

Al di là del terrorismo, la popolazione in Iraq vuole il dialogo e la riconciliazione. Un segnale arriva da Mosul. A marzo gli studenti musulmani dell’università cittadina hanno distribuito in tutte le facoltà volantini con una poesia scritta in onore del vescovo ucciso. La notizia, diffusa da Ankawa.com, parla di “versi contenenti sentimenti umani e sinceri per il martire Rahho”. Nel testo i giovani condannano anche la tragica situazione in cui versa Mosul, al 90 per cento nelle mani dell’estremismo sunnita.